lunedì, 22 giugno 2009
Yahoo! I referendum raggiungono vette di partecipazione deprimenti, i promotori impacchettano la sconfitta e portano a casa. Problemi? Pochi, zero. Figuriamoci. Io ero contrario ai referendum sul sistema bipartitico, a favore dell'abolizione delle candidature multiple, ma più in generale indifferente al voto perchè disgustato oltre l'umana concezione (tanto, diciamolo tranquillamente, qualunque fosse stato l'esito della consultazione le cose sarebbero cambiate per la Lega ma non per il paese, e della Lega m'importa na sega).

Eppure io ho votato, ho votato tre No. Ho votato No anche al referendum per il quale avrei votato Sì, e la cosa mi fa girare profondamente i coglioni, perchè non avevo intenzione di votare. Ho votato No perchè i sostenitori del No, anzichè dire "Andate a votare No e vediamo cosa pensa il popolo italiano". Questo, però, implicava il rischio di perdere e così han preferito boicottare il referendum. Risultato? Io non ho votato perchè disinteressato ma è come se avessi votato No, alla faccia di ogni minimo spirito democratico.

E' sempre stato così, a volte con scuse di facciata patetiche. Ricordate i partiti di centro negli ultimi referendum su temi etici? "Non invitiamo a votare No perchè certe cose non spetta agli uomini metterle ai voti". Ai suoi tempi, invece, si poteva votare sui dogmi, se pensiamo alla consultazione sul divorzio. Ipocrisia galoppante, niente di nuovo. Una prece.
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giovedì, 12 marzo 2009
Io gioco a poker online, cash, e continuerò a giocarci. Continuerò a giocarci anche dopo che entrerà in vigore il disegno di legge numero 1078. E' qualche mese che mi sono appassionato, ho studiato la materia e sono giunto ad avere un modesto introito mensile, per arrotondare, giusto qualche centinaio di euro. Una cosa non illegale, visto che c'era un vuoto normativo: fino al ddl 1078.

Di cosa si tratta? Ve lo spiego rapidamente: è una delle mille leggi che dobbiamo periodicamente fare per ottemperare le disposizioni dell'Unione Europea, giacchè abbiamo il record di procedure di infrazione. Disposizioni che quindi oggi vengono applicate con particolare solerzia salvo che prevedano di mandare qualche rete sul satellite.

Spieghiamo cos'è questo disegno di legge: si tratta di un enorme calderone nel quale rientrano temi molto diversi tra loro: mangimi, imposte, deleghe legislative, fertilizzanti e via così. Tra questi temi c'è anche la raccolta di scommesse, i giochi a premio e gli "skills-game" online. Cos'è uno skill game? E’ un gioco in cui l’abilità prevale sulla fortuna, a differenza dei giochi non basati sullo skill in cui la fortuna è l’unico fattore o il fattore preponderante.

Per fare un esempio:

- Il Poker è uno skill-game, si basa su probabilità matematiche, strategie di gioco e gestione economica dei conti. Giocando correttamente a poker, per quanti colpi di sfortuna si possano avere nelle singole mani, si va in attivo. Se qualcuno non ci crede digiti “Short Stack Strategy” su Google, studi la tabella, la applichi e mi comunichi tra un mese se ha vinto o perso
- Le scommesse sono solo in parte skill-games, perché la varianza è elevatissima e l’esito di un pronostico può dipendere anche dalla casualità degli eventi (si pensi ai boxeur e al classico cazzotto della domenica). Inoltre non esiste un “metodo di gioco” sicuro ma molto pesano le competenze pregresse. Un neofita che si accosta in maniera razionale a questo mondo può comunque perderci soldi
- Gratta e Vinci, Lotto e similari sono giochi di pura fortuna: per un utente che, imbroccando il tagliando, riceve un attivo stratosferico, ce ne sono tantissimi che vanno matematicamente in perdita

Tutto ciò non toglie che si possa giocare d’azzardo sia con il poker che con le scommesse che con i gratta e vinci: basta avere un approccio scorretto al mondo del gioco e ci si rovina con qualunque cosa, così come con un approccio corretto e responsabile non ci si rovina e il gioco resta un gioco. La differenza, però, è che coi gratta e vinci non si può “migliorare”. Ci sono proporzioni matematiche che restano tali, a favore del gestore che non si assume praticamente nessun rischio imprenditoriale, specie quando è un Monopolio di Stato come l'AAMS ed ha le spalle larghe.

Veniamo a questo testo di legge, che giustamente prevede di regolarizzare e normare il mondo delle scommesse e dei giochi ondine. Nessuna critica al riguardo, per carità, è giustissimo, ma analizziamolo.

1) Al momento di leggerlo mi lascia fortemente perplesso il fatto che resti vietato il poker “cash” e rimanga legale solo quello con la formula “da torneo”. Per intenderci: nel poker cash si puntano soldi, in quello da torneo si paga una quota di iscrizione e si giocano fiches. Così viene fatto passare il primo concetto scorretto, ovvero che col poker da torneo non ci si rovini, col cash sì. Se qualcuno pensa che sia vero posso indicargli sul database SharkScope i nomi di tanti giocatori sotto di cifre astronomiche, così farà presto a ricredersi. Questo lo chiamo "perbenismo di facciata", ed è una delle cose che mi fa più schifo.
2) All’articolo 22, nei commi dal 23 al 27, vengono previste pene per chi gestisce poker room senza concessione statale, per chi le promuove e per chi ci gioca. Giustissimo… peccato che l’AAMS acquisisca il diritto di multare da 30.000 a 180.000 euro sia i gestori che i giocatori. In pratica se beccano me che faccio qualche centinaio d’euro al mese e un gestore di una sala poker abusiva che si alza i miliardi riceviamo la stessa stangata. Tutti gli emendamenti sul tema sono stati respinti. Aspetto qualcuno che difenda questo modo di procedere…
3) La cosa più grave: tra i requisiti per ottenere una concessione è indicato al comma 17 “promozione di comportamenti responsabili di gioco e vigilanza sulla loro adozione da parte dei giocatori, nonché di misure a tutela del consumatore previste dal codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206”. Beh, sapete una cosa? E’ stato promosso da esponenti della stessa maggioranza un emendamento che chiedeva di mettere sui “Gratta e Vinci” inviti al gioco responsabile e a mettere in guardia dai rischi del gioco d’azzardo. E’ stato respinto!

E visto che ci troviamo a parlare dell'AAMS, se a qualcuno viene in mente di difenderla lo invito a fare una prova: ogni gioco di fortuna (Gratta e Vinci, Roulettes, Videopoker) su internet ha due modalità, Play for Money e Play for Fun, ovvero dimostrazioni del gioco senza soldi. Scaricate il più malfamato casinò online e provate le due modalità: le troverete identiche e perderete in entrambe. Provate i Gratta e Vinci dimostrativi su Gioco Digitale: vincerete migliaia di euro salvo non vincere più una ceppa quando passerete al gioco reale. Considerando che una persona malata di gioco non conosce la razionalità, secondo voi che effetto dovrebbe fare nella sua testa vedere la scritta "AVRESTI VINTO 10.000 EURO"?

Quindi, in sintesi, per questo stato:

- Va bene se un cittadino si rovina, basta che i soldi li dia allo Stato
- Un gioco di casualità totale non è azzardo, un gioco di abilità è azzardo
- Non c’è differenza tra un biscazziere e un giocatore occasionale


Sapete cosa c’è? Io ora mi sono da poco trasferito in Emilia Romagna per cercare lavoro. Dal mio esilio romagnolo sto aprendo anche le offerte di lavoro che provengono dal Canton Ticino e le vaglierò attentamente. Io mi sono rotto il cazzo. Ne ho le palle piene di falsi liberisti che diventano biechi monopolisti per convenienza, di ex-radicali che diventano reazionari, di clericuncoli che sfruttano temi etici per fare voti con un cinismo impareggiabile. Chiunque voglia difendere questo ammasso di politicanti e la maggioranza responsabile di schifezze come queste lo faccia pure, io mi sono rotto altamente le palle di questo schifo: se questa nazione, come merita, muore, io verrò a ridere sulla sua tomba.
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lunedì, 09 febbraio 2009
E ora speriamo che si spengano i riflettori.
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domenica, 08 febbraio 2009
Allora, ho approfondito vari aspetti sulla vicenda di Eluana. Aspetti su cui c'è poco approfondimento e dei quali magari molti non sono totalmente al corrente (non tutti vanno a cercare il perchè di tutto).

1) In realtà il tempo limite per riattaccare il sondino non è di 48 ore. Il problema è che dopo quattro giorni in totale assenza di alimentazione ed idratazione si innescano nell'organismo dei processi che portano alla morte, indipendentemente dal fatto che alimentazione ed idratazione riprendano. Parliamo di danni permanenti agli organi che non possono essere più sanati e che alla lunga portano al decesso. Eluana ha fatto già due giorni con alimentazione ed idratazione ridotta e oggi sarà il primo col sondino totalmente chiuso, quindi già martedì potrebbe essere troppo tardi per fare qualcosa
2) Sulla possibilità che Napolitano non firmi la legge perchè interferirebbe con una sentenza passata in giudicato ci sono due correnti di pensiero tra i giuristi. Per alcuni il DDL sarebbe incostituzionale, per altri trattandosi di un decreto non si ravviserebbe incostituzionalità. In sostanza c'è quanto basta perchè Napolitano rimandi al mittente il DDL per modifiche o sollevi la questione presso la Corte Costituzionale, e visto come si è regolato col DL non mi sorprenderei se lo facesse
3) Gli "addetti ai lavori" ritengono piuttosto difficile che, come dice Berlusconi, si arrivi ad approvare il decreto entro mercoledì, per questioni tecniche. L'idea più diffusa è che serrando i tempi si possa arrivare a fare tutto entro lunedì 16, Napolitano permettendo. A ciò aggiungiamo che i Radicali faranno un'opposizione molto decisa, che verrà presentata una valanga di emendamenti che, anche se accorpati, porteranno via del tempo. Insomma, la cosa è difficile
4) Se anche ce la si dovesse fare entro mercoledì/giovedì sarebbero passati quattro giorni di sospensione totale e due di sospensione parziale di nutrizione ed idratazione, con la conseguenza che la loro ripresa non solo non salverebbe Eluana, ma la condurrebbe ad una lunghissima agonia. A quel punto non oso pensare le accuse incrociate che voleranno sulla vicenda per arruffianarsi l'elettorato teocon e teodem
5) Sono stati inviati degli ispettori alla clinica "La Quiete" da Sacconi. Se questi nel loro rapporto ravvisassero inadeguatezze della struttura potrebbe esserci l'ennesima coup de theatre, con una ripresa provvisoria dell'alimentazione che darebbe tempo al DDL di essere approvato. Ma tutto questo sempre nel dubbio che la ripresa arrivi troppo tardi e Napolitano permettendo

Insomma, la crociata di Berlusconi ha un'alta probabilità di insuccesso e potrebbe portare ad un rimedio peggiore del male. Tutto ciò non fa che confermare l'idea che mi sono fatto in questi giorni, restando ferma la mia incazzatura: si tratta di semplici bagatelle per poter dire alla fine "Io me ne lavo le mani, sono stati loro", politicizzando il dramma di Eluana.
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venerdì, 06 febbraio 2009
E' stato approvato il DL su Eluana, e con questo atto è stata sepolta la democrazia. E non è un'iperbole, non è un'esagerazione.

Guardiamola in astratto: hanno emanato una legge per bloccare una sentenza già esecutiva, un decreto ad hoc. Questo vuol dire che non esiste più separazione dei poteri, che il Governo si arroga il diritto di annullare a piacimento le sentenze della Magistratura. Questo vuol dire che un domani, seguendo questo caso che fa scuola, un politico qualunque potrebbe annullare una sentenza sgradita perchè così gli girano i coglioni.

No, io quest'atto non lo tratto in maniera diversa solo perchè si parla di temi eticamente controversi: per me è la stessa cosa che se avessero fatto un DL per scarcerare un parlamentare che ha preso tangenti o un mafioso che ha ammazzato qualcuno. Non posso fare differenze, perchè alla base c'è lo stesso principio, che si eleva al di là dei singoli casi, ovvero che le sentenze vanno accettate.

In Italia non è più così, quindi non mi ritengo più in democrazia. A questo punto l'unica cosa che mi auguro è che si faccia l'ostruzionismo più bieco. Che Napolitano non firmi il decreto, che la Corte Costituzionale trovi la scusa più forzata di questo mondo per dichiarare incostituzionale quella porcata. Una volta che si è deciso di intervenire i requisiti di urgenza ci sono tutti: bene, che li si neghi in qualche modo, non importa come e non importa perchè. Ogni mezzo, lecito e non, dall'occupare il Parlamento all'emettere giudizi forzati, per me sarà giusto se servirà ad evitare questa vergogna.

Con buona pace delle regole democratiche, per me da oggi non esistono più. Questa non è la vita di una collettività, questa è dittatura: ognuno vada per sè e se qualcuno ha voglia di evadere le tasse o andare in culo allo stato in un altro modo avrò soltanto il mio applauso. Oggi mi vergogno di essere italiano, anzi vaticano, perchè ormai di quello si tratta.

Ah, se qualcuno vuole scrivere nei commenti che bisognava "Salvaguardare la vita" o altre cazzate del genere gli dò la risposta da qui: le sentenze vanno applicate, tutte. E non c'è un solo motivo valido per fare diversamente. Me ne sbatto se "ci va di mezzo una vita", la storia dell'Italia repubblicana è piena di atti dei Governi che indirettamente hanno fatto morire persone, si pensi a quando si vota l'entrata in una guerra. E anche di sentenze che hanno fatto morire persone, ricordate il processo di Riina a Catanzaro? Quando ci sono di mezzo gli ideali cattolici, però, si manda tutto all'aria? No, signori miei, no: io ho sempre rispettato le sentenze che non condividevo, se chi è cattolico ritiene di non doverle rispettare e che questo DL sia giusto, che non sprechi il fiato a commentare. Al massimo riceverebbe un vaffanculo. Non in nome di Eluana, ma in nome di un cittadino che non è mai stato così incazzato.
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mercoledì, 04 febbraio 2009
Cos'è la Mala Fede? E' la fede che diventa prevaricazione, prepotenza, integralismo. La conosciamo bene, secoli fa bruciavamo le streghe e oggi, qualche migliaio di chilometri ad est, non stanno messi meglio. Ma se qualcuno pensa che ad ovest sia giunta l'era del positivismo, cambi pure canale.

Parliamo della Roccella. Eugenia Maria Roccella Cavallari, giornalista nata a Bologna nel 1953, attualmente sottosegretario al Welfare. Ex radicale fulminata sulla via di Damasco, collaboratrice di Avvenire, portavoce del Family Day, eletta col PDL nel 2008. Si è occupata di bioetica, aborto, questioni teologiche. Le sue perle di saggezza e di onestà intellettuale non sono mancate sul caso di Eluana.

Cito una sua dichiarazione riportata da Repubblica sulla sentenza, che lei ritiene "inquietante perché ricostruisce la volontà della paziente su base indiziaria, su frasi dette a 12 anni, raccolte da altri, creaando un precedente pericoloso: qualcuno potrebbe approfittarne, e per interesse ad eliminare un malato".

I casi sono due: o la Roccella non ha letto la sentenza oppure la sta manipolando a suo piacimento da brava giornalista. Perchè? Per chi non lo sapesse, la sentenza che ha dato il via libera all'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione per Eluana è lunga ed articolata: viene ricostruita tappa per tappa la vicenda giudiziaria, dagli inizi al 2008. Vengono analizzate le condizioni dettate in sentenze precedenti perchè avvenga l'interruzione: irreversibilità totale dello stato vegetativo e comprovata volontà di non rimanere in quello stato espressa in vita dal malato. A ognuna di queste condizioni è dedicato un capitolo, con relativi sottocapitoli. Dopo la lunga disamina medica si passa alla questione della volontà di Eluana. E qui c'è l'inghippo.

Viene infatti detto che Eluana nel 1985, appena dodicenne, seguendo la vicenda dello sciatore azzurro Leonardo David (morto dopo sei anni di coma) abbia detto che in quel caso lei non avrebbe voluto il coma. Un'indicazione specifica di volontà, ma pur sempre di una dodicenne. Davvero è bastato solo quello? No, semplicemente la Roccella considera solo quella parte. Perchè mai?

Perchè ci sono tanti modi di dire una frase. Io posso dire "Piuttosto che andare in coma lasciatemi morire", con la forma di un vero e proprio testamento biologico, ma anche "Preferirei morire piuttosto che rimanere in quello stato" oppure "Per me la morte è meglio di una condizione del genere". Il senso è assolutamente identico, manca la forma del testamento. Ed è per questo, probabilmente, che il sottosegretario Roccella omette le testimonianze delle amiche di Eluana, che qui vi riporto.

"Eluana mi ha parlato di Alessandro, un suo amico, eravamo già all'università. Alessandro aveva avuto un incidente in moto ed era in coma. Eluana era andato a trovarlo in ospedale ed era rimasta sconvolta dalla situazione e mi aveva confidato che secondo lei era meglio se fosse morto perchè quella non poteva considerarsi vita".

"Era l'ultimo anno di liceo. Ricordo che Eluana mi aveva detto che Filippo, nella sua disgrazia, era stato fortunato perchè era morto sul colpo e non era rimasto immobilizzato in coma, o comunque paralizzato o incosciente"

Francesca dall'Osso

Quando però un suo amico, solo di Eluana, Alessandro, detto Furio, era in coma in ospedale a seguito di un sinistro, lei era andato a trovarlo ed era rimasta traumatizzata. Mi ha detto che subito dopo era andata in chiesa ed aveva acceso una candela per chiedere per lui la grazia di morire piuttosto che vivere così. Ciò mi aveva colpito perchè Eluana, accendendo la candela, non aveva neppure pensato o accennato di chiedere che Alessandro migliorasse e guarisse"

Laura Portaluppi

"Alla sera della domenica ho appreso che Filippo era morto in un sinistro stradale. Ho visto Eluana il lunedì mattina che era venuta a casa mia prima di andare a scuola per commentare la vicenda di Filippo. Era scossa. Ricordo in particolare una sua frase che mi aveva lasciata scossa: e cioè che era meglio che fosse morto piuttosto che rimanere immobile in un ospedale in balia di altri attaccato a un tubo - per cui era meglio morire. Io quel lunedì avevo cercato di dirle che per me la vita era importante, ma lei era ferma nella sua opinione"

Cristina Stucchi


A questo aggiungiamo un'approfondita analisi della personalità di Eluana, per verificare l'ipotesi che quelle potessero essere solo parole "a caldo", contrastanti col suo reale pensiero. Non posso trascrivere tutto il pdf, ma il ritratto che ne viene fuori da numerose testimonianze è quello di una ragazza piena di vita, ribelle, particolarmente insofferente ad ogni tipo di costrizione. Peraltro ne viene fuori anche un ritratto di una ragazza dall'intelligenza straordinariamente precoce, che già a dieci anni parlava col nonno della morte e della vita. E noi stiamo ancora qui a parlare di dubbi sulla sua volontà...

Come detto i casi sono due: quella della Roccella o è malafede, manipolazione dei fatti, oppure è Mala Fede, ovvero interpretazione prepotente e poco obiettiva dovuta all'integralismo religioso tipico di una certa fascia dei teocon (Sacconi, Binetti e compagnia bella). In entrambi i casi, signori miei, è qualcosa di distruttivo.
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martedì, 03 febbraio 2009
Perchè scrivere dopo mesi in un blog abbandonato? Semplicemente perchè è in corso una vicenda che smuove le coscienze e non solo quelle: la storia di Eluana Englaro.

Stanotte la ragazza è stata trasferita nella clinica "La Quiete" di Udine, e le reazioni non si sono fatte attendere. Il cardinale Barragan ha fatto partire l'anatema, il ministro Sacconi ha fatto partire uno "Stiamo valutando" assai più inquietante.

Cosa stiamo valutando, ministro? Cosa vuole riservarci ancora? Questa vicenda è sempre più squallida è incomprensibile, da qualunque punto la si veda.

Dal punto di vista umano sarebbe meglio sorvolare, ma non voglio. Non voglio perchè ho sempre detto a chiare lettere che, come avrei il sacrosanto diritto di rifiutare le cure se prendessi una malattia grave, se mi trovassi come Eluana vorrei essere lasciato morire. E provo ad immaginare, un giorno, qualcuno che viene e dice che devo vivere, anche se non voglio, che sono "vivo", che magari posso tornare a "deglutire". La volete sapere una cosa? Se un giorno dovessi risvegliarmi dopo dieci anni di coma in grado di "deglutire" io non ringrazierei quelli che mi hanno lasciato vivere una morte permanente: li maledirei soltanto. Li vorrei mettere in un letto per dieci anni, immobilizzati: poi mi dicessero cosa ne pensano. A tutto ciò si collega il libero arbitrio: ognuno è padrone della propria vita, come purtroppo dimostrano tutti i suicidi che ci sono ogni giorno. E' una realtà, nessuna legge la cambierà mai. Lasciate l'uomo a sè stesso: se per qualcuno c'è un Dio e non siamo padroni della nostra vita... pagheremo nell'aldilà. Ma io mi auguro che, se davvero un Dio esiste, non sia ottuso come quelli che dipingono le varie religioni.

Un altro punto di vista è quello del diritto. C'è una sentenza, esecutiva e valida. Siamo in una democrazia e che piaccia o no bisogna rispettarla. Facessero le leggi, visto che abbiamo un vuoto normativo. Invece devo assistere ad un ministro che minaccia le case di cura per non fare rispettare una sentenza. Non è una cosa da poco, signori, perchè il rispetto delle leggi e delle sentenze è la base fondante di uno stato di diritto e non può e non deve conoscere eccezioni. Se un ministro oggi dicesse: "Quel mafioso ci sta simpatico e trasferiremo d'ufficio a Lampedusa chiunque dovesse arrestarlo" per me sarebbe la stessa identica cosa. E non sto provocando: la cosa è concettualmente identica, perchè in ogni caso si prevaricano leggi e sentenze arrogandosi un potere che non si ha. Bravo, ministro. Me co... me complimento.

Prepariamoci al reality, signori: la morte di quella ragazza ci verrà somministrata in tutte le salse, assisteremo ad analisi della sua condizione medica nei minimi dettagli, ognuno vorrà dire la sua, le telecamere si accalcheranno all'esterno di quella clinica e gli attivisti piangeranno portando acqua e pane che, a loro detta, "E' tutto ciò che serve ad Eluana per vivere". Su, diamogli acqua e pane e vediamo come li assimila, cari ragazzi. Mi perdonino i gay per l'espressione ma qui, come si suol dire, si sta facendo i froci col culo degli altri. Prepariamoci al reality, signori, il sipario si è aperto stanotte e si chiuderà solo quando questa triste storia sarà finita. Con buona pace del rispetto e del riserbo verso un padre che ho sentito chiamare assassino. Se Dio c'è, che perdoni: non Beppino Englaro ma quei decerebrati che neanche sanno di cosa stanno cianciando.
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sabato, 07 giugno 2008
Alla fine sembra essersi arresa. O meglio, l'hanno fatta arrendere. A fare alzare bandiera bianca ad Hillary Clinton (che dovrebbe ufficializzare la cosa domani) non è stata tanto la conta dei delegati (già sapeva di essere dietro) o la decisione su Florida e Michigan (che era decisa a contestare) quanto piuttosto un messaggio ben preciso da parte del partito, sotto forma di un ammasso di delegati che ha appoggiato Obama per fargli superare quel benedetto 2.118 e porre fine a una contesa lacerante per i Dems. Tra questi superdels anche alcuni che hanno "cambiato sponda", lasciando Hillary per salire sul carro del vincitore (Obama) prima che si trasformasse in un carro dei perdenti (Democratici).

Hillary Clinton è sembrata, durante queste primarie, Chuck Wepner, il "sanguinolento di Boston" che ispirò Stallone per il personaggio di Rocky. E' stata a un passo dal k.o. un numero impressionante di volte, a cominciare dal New Hampshire, all'inizio delle primarie (si vociferava di un possibile ritiro) per proseguire con numerosi altri stati come l'Ohio. Ogni volta che Obama aveva il colpo del k.o., quello che avrebbe fatto sbilanciare definitivamente delegati e, con una reazione a catena, superdelegati, lo falliva. Ma il buon Barack continuava a vincere ai punti. Hillary ogni tanto piazzava un bel destro al volto, ma poi veniva raggiunta da decine di colpi di rimessa. Si accorgeva che pur vincendo alcuni grandi stati la distanza tra i due, dopo il sorpasso, restava uguale o aumentava lentamente ma con costanza. Molti dei piccoli stati votavano Obama, il proporzionale faceva il resto.

La Clinton ha giocato, fino all'ultimo, e le ha provate tutte: ha cambiato staff, ha diffuso improbabili conteggi di voto popolare che includevano stati nei quali Obama non aveva corso, ha provato a convincere i democratici che era lei la candidata più forte, in grado di battere McCain. I Dems, però, non scordavano che se McCain era divenuto un pericolo era forse anche per la sua cocciutaggine. Fino a un mese fa, tutto sommato, anche io ne ammiravo sotto sotto la tenacia. L'ultimo mese è trascorso in una serie di puntate di piedi infantili, della serie "Vojo la nomination vojo!".

Ora, come sosteneva giustamente Repubblica, il dilemma della mela avvelenata. Obama deve scegliere il vice. Se dovesse basarsi su valutazioni personali e non tattiche, Hillary la darebbero a mille. Invece nelle quote sono almeno in quattro i papabili. Jim Webb, probabilmente il preferito di Obama. Kathleen Sebelius, vicina al Senatore dell'Illinois ma soprattutto donna e bianca (non storcete il naso, il genere e la razza contano). John Edwards, l'endorser più prestigioso di Obama. Hillary Clinton, per il "dream ticket".

Già... Hillary tratta. Avesse voluto la vicepresidenza due mesi fa, Obama avrebbe steso tappeti rossi per lei. Ora, però, il dilemma è grosso. Hillary nel corso della campagna non ha esitato a rischiare di spaccare il partito, che forse considera un oggetto personale, pur di cercare di vincere. Potrebbe essere una figura invadente. Tuttavia parte dei suoi sostenitori non voterebbe Obama e una sua vicepresidenza potrebbe far cambiare loro idea (nonostante i ripetuti "No-Bama" urlati durante i comizi).

Insomma, una bella decisione da prendere: offrire la vicepresidenza alla Clinton con la stessa spontaneità con cui si potrebbe offrire il sedere a Ron Jeremy oppure rischiare? E rischierebbero grosso entrambi: se Obama vincesse la Clinton sarebbe game over, al contrario tra cinque anni sarebbe una candidata iper-sicura.

Per ora una nota: si è spezzato il gioco di famiglie che sembrava dover portare alla diarchia. George Sr - Bill - Bill - George Jr - George Jr - Hillary - Hillary - Jeb - Jeb - Chelsea - Chelsea, 44 anni con i nipotini alla finestra. Non è poco, per l'America che se ne è già fatti venti...
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lunedì, 02 giugno 2008
Dopo il verdetto che ha "dimezzato" gli elettori di Michigan e Florida, lasciando a Obama un ampio vantaggio, e l'ultima sfuriata di Portorico, che è servita ad Hillary per recuperare spiccioli di delegati, la Clinton lotta ancora. Io mi chiedo, a che pro?

Recuperare è impossibile: se Obama non raggiunge il quorum per l'investitura ufficiale alla fine delle primarie gli basterà comunque aggiudicarsi una piccolissima parte dei superdelegati (neanche un quarto) per ottenere la nomination. Perchè giocare una partita persa?

Molti dicono che la Clinton vorrebbe provarci fino all'ultimo, senza demordere, per riuscire ad essere "candidabile" tra dieci anni, visto che ora è persino difficile che Obama la prenda come vice (avrebbe dovuto trattare prima).

Due obiezioni: tra dieci anni potrebbero candidare direttamente Chelsea, magari contro Jeb Bush visto che le due families americane vorrebbero ridurre le presidenziali a un affare di famiglia. Inoltre l'ostinazione di Hillary potrebbe causare parecchie difficoltà a Obama contro McCain, facendo fare alla Clinton la parte del Caino di turnbo. Chi la ricandiderebbe?

Insomma, pur di coltivare fino all'ultimo le sue ambizioni, la Clinton sembra disposta a sacrificare il partito e la conquista della Casa Bianca. Hillary, per farla breve, si sta italianizzando.

Ora la sconfitta è matematica, fino a un mese fa avrei potuto capire questo modo di agire "Huckabee-Style". Ma Huckabee non ha lottato contro i numeri e si è ritirato. Ora la Clinton ripete di essere "la candidata più forte" contro McCain. E se anche fosse? E il verdetto popolare? Ce ne freghiamo? E se ti danno la vittoria e perdi contro McCain? Cosa fai? Scompari sotto terra?

Hillary, mi spiace dirlo, ma ti stai italianizzando: non importa come, ma bisogna vincere. Mi dispiace immensamente per te, ma sei sadomasochista:

- Sado, perchè rischi di danneggiare il tuo partito
- Maso, perchè rischi di pugnalare la tua carriera politica

Cosa dire... fammi un fischio e ti regalo un frustino.
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sabato, 17 maggio 2008
E oggi il buon Ratzinger chiede ai cristiani 'Il coraggio di affrontare le sfide del mondo, come materialismo, relativismo e laicismo, senza cedere a compromessi e disposti a pagare di persona". Prescindiamo, nel discorso, dal considerare la differenza tra laicità e laicismo, tanto anche la laicità non è ben vista dalla parte reazionaria della Chiesa.

Notavo come nelle parole del Pastore tedesco siano sempre assenti riferimenti alla valutazione soggettiva delle persone. Il buon cattolico non valuta, obbedisce. Quanto è detto non si discute, si osserva.

E mi veniva in mente una discussione fatta con un acceso teocon, nella quale si arrivò a parlare addirittura di matematica, a proposito degli assiomi. Il bravo ragazzo (intellettualmente onesto, devo dire) non sapeva che molti assiomi sono stati cambiati nella storia della matematica. Sono fatti che appaiono scontati e che si danno per veri perchè non li si riesce a dimostrare. Intanto si prova a dimostrarli (guardare il teorema di Fermat) e se qualcuno li confuta si cambia.

La differenza tra assioma e dogma è qui: il dogma non si cambia e basta. Il dogma è un bambino che punta i piedi. Chiunque critica il dogma e non gli consente di fare ciò che vuole è attaccato. Quasi non si distingue la differenza tra un'interpretazione rigida del cristianesimo e il comunismo. Secondo me il buon Ratzinger, che ha un cervello notevole, tutto questo lo sa bene e recita la sua parte, la parte del Papa secondo correttezza teologica per preservare un potere, quello della Chiesa, nei secoli dei secoli.

Bontà loro, come diceva Costanzo. Io resto laico e non mi sento di criminalizzare la Chiesa, pur non accettando certe derive più cardinalizie che papali. Se Dio non c'è, stiamo facendo casino inutilmente. Se c'è, mi auguro abbia più senno che certe teorie di comodo.
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categoria:societÃ